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Il mondo del podcast

Podcast: il fenomeno del momento

Il podcast è in ascesa e con i consumi in aumento, arriva l’advertising. Da tendenza di nicchia a audience di massa. Il mercato della comunicazione sta conoscendo l’evoluzione di uno strumento. Sostenuto da numeri sempre più significativi e consumi in netto aumento, il podcast è uno dei protagonisti del mercato della comunicazione in questa fase storica.

Un mercato da un miliardo di dollari

Le cifre indicano una tendenza chiara, a partire dalle previsioni di mercato globali formulate da Omdia, autorevole società di ricerca londinese nata lo scorso anno dall’unione delle società controllate dal gruppo internazionale Informa Tech, tra cui Ovum, Heavy Reading e Tractica, a cui si è aggiunta IHS Markit, acquistata successivamente. Secondo l’analisi dell’equipe di ricercatori della company guidata dal Managing Director Mike Phillips, già entro la fine di quest’anno i podcast diventeranno un mercato di valore superiore a un miliardo di dollari. La ricerca di Omdia rileva anche che alla fine del 2017 c’erano “solo” 484 milioni di ascoltatori di podcast in tutto il mondo e a livello globale le entrate pubblicitarie dei podcast avevano raggiunto la quota di 490 milioni di dollari.

Secondo i ricercatori sono numeri destinati ad aumentare. Ci sono tutte le ragioni per aspettarsi che la rapida crescita del mercato dei podcast negli ultimi anni continuerà, e i consumatori stanno dimostrando sempre più la volontà di rivolgersi a contenuti on demand, attirando così l’interesse sia degli inserzionisti che delle grandi aziende tecnologiche come Apple e Spotify.

I podcast sono sul punto di passare da una nicchia a un mezzo di mercato di massa, ma la crescita dei podcast fa parte di una più ampia tendenza verso contenuti personalizzati e su richiesta. Sempre più persone scelgono di ascoltare o vedere un contenuto specifico che desiderano in un momento a loro conveniente, e questo vale per l’audio, il video e qualsiasi altra forma di intrattenimento. Le recenti mosse di Apple, Google e Spotify, destinate a potenziare le loro offerte di podcast, dimostrano che, oltre alle società di media tradizionali, anche i giganti della tecnologia si stanno rendendo conto delle potenzialità di questi strumenti.

Liam Deane
Analista senior del team Digital Media di Omdia

Il piacere di ascoltare

Con la pandemia e più tempo libero a disposizione, milioni di persone sembrano aver riscoperto il piacere di ascoltare. Musica, notizie, storie, satira, cultura: contenuti molto eterogenei si sono appropriati dello spazio “sonoro” delle case e hanno tenuto compagnia nei mesi più duri della chiusura, per rimanere anche durante l’estate. Si è instaurata un’abitudine. Con il lockdown, i podcast – già molto apprezzati nei mesi precedenti all’emergenza sanitaria – sono letteralmente esplosi e oggi stanno diventando lo strumento di intrattenimento preferito soprattutto dai giovani, ovvero da coloro che hanno già consuetudine con app, smartphone e streaming. Solo sulla piattaforma di streaming Spotify, per esempio, l’accesso ai podcast è cresciuto del 200% dal 2018 al 2019, con un aumento registrato di ascoltatori tra i 12 e i 24 anni del 48% dal 2017. Il trend è globale e ha numeri da capogiro: nel mondo vengono lanciati più di 500 podcast ogni giorno. Con 299 milioni di utenti in tutto il mondo, proprio Spotify è leader del settore e ha potuto osservare quanto l’interesse per i podcast sia cresciuto nell’ultimo periodo. Di tutti gli iscritti alla piattaforma, una quota pari al 21%, quindi più di 60 milioni, accede per ascoltare questa nuova forma di contenuto. L’età media è di soli 26 anni; oltre 1,5 milioni, invece, i podcast presenti nel catalogo dei quali metà lanciati nel 2020.

I podcast sono solo uno dei fenomeni che caratterizzano il settore dei media. Sono il presente, ma anche il futuro, per almeno tre ragioni. L’intrattenimento, in primo luogo: ascoltare storie fa parte della natura umana. Poi l’approfondimento: ci sono sempre più podcast che ci permettono di avvicinarci ad alcuni argomenti come la storia o le lingue straniere. Infine, l’accompagnamento: soprattutto durante la pandemia, l’audio ci ha permesso di rilassarci e vivere meglio questo periodo”

Federica Tremolada
Managing Director Southern & Eastern Europe di Spotify

I titoli di maggior successo

The Michelle Obama Podcast ha raggiunto il primo posto tra i podcast più ascoltati dell’estate, mentre in Italia, sempre nei mesi estivi, si sono distinti Monologato Podcast di Filippo Ruggieri e Muschio Selvaggio di Fedez e Louis Sal, entrambi esperimenti artistici di talenti che vengono dal mondo della musica e che hanno scelto di sperimentare la strada del podcasting. Non sono i soli, ovviamente, tanti altri contenuti hanno richiamato l’attenzione dei fan, desiderosi di ascoltare storie, aneddoti, esperienze e non solo musica direttamente dalla voce dei loro idoli. Nel mondo dell’audio di oggi, dunque, musica e podcast si incontrano, dando vita a nuove forme d’arte. L’artista, d’altra parte, è per definizione uno storyteller, il podcast è solo un nuovo strumento per esprimersi, fruibile in qualunque luogo e a qualunque ora.

Spotify

Spotify ha deciso di puntare anche su film e tv. Il gigante dell’audiostreaming, infatti, sta collaborando con Chernin Entertainment per creare programmi tv, film e video digitali basati sulle centinaia di serie originali di podcast presenti nelle sue librerie. La partnership, non esclusiva, offre alla piattaforma un altro modo per capitalizzare il business dei podcast. Così, Spotify, negli ultimi anni, è diventato uno dei principali attori del settore, investendo centinaia di milioni di dollari in accordi con realtà come Gimlet Media, Anchor FM, Parcast Studios e The Ringer, attive proprio nella produzione di questi contenuti. A oggi, Spotify conta più di 1,5 milioni di podcast sulla propria piattaforma, rispetto ai 185.000 del 2018. Più di 250 di questi sono originali – un numero che cresce da sei a otto nuovi podcast a settimana. Prodotti spesso idonei per l’adattamento cinematografico in attesa dell’approvazione dei loro creatori, che possono anche partecipare finanziariamente agli accordi.

Apple

Anche un altro colosso come Apple si sta muovendo su questo fronte e va a fare spesa di startup acquistando Scout FM, una popolare app per podcast precedentemente disponibile su iPhone, Android, altoparlanti intelligenti della famiglia Amazon Echo e nel sistema infotainment Apple CarPlay. L’acquisizione, di cui per il momento non si conoscono i dettagli finanziari, è stata, in realtà, completata a inizio anno, anche se la conferma – con annessa chiusura dell’app – è arrivata solo negli ultimi giorni da parte di un portavoce della stessa Apple. Secondo gli analisti, la mossa compiuta da Apple confermerebbe l’interesse della società statunitense di Cupertino nel migliorare proprio la piattaforma di podcast, specie dopo gli enormi passi in avanti fatti dalla concorrenza. A differenza delle numerose app di podcast disponibili online, Scout FM permette di creare delle vere e proprie stazioni in base agli argomenti. Grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, l’app è in grado di identificare automaticamente le preferenze dell’utente e suggerire nuovi contenuti pertinenti. Per il momento, dall’headquarter di Apple non sono state rilasciate ulteriori dichiarazioni e non è chiaro in che modo la multinazionale intenda integrare le funzionalità di Scout FM su Apple Podcast.

Amazon Music

Anche Amazon Music vuole mettersi in pari con la concorrenza e ha annunciato da pochissime settimane la sua discesa in campo sul fronte podcast:

“Siamo entusiasti di offrire ai clienti una comoda esperienza
di ascolto dei podcast che si adatta al loro stile di vita –
hanno commentato ufficialmente, attraverso una nota, i vertici della company -. Mai prima d’ora, ascoltare i podcast in viaggio, in macchina o a casa è stato così semplice. I nostri clienti potranno utilizzare le funzionalità vocali che conoscono e amano con la musica, per godere, ora, di un’esperienza di podcast superiore e scoprire una nuovissima selezione di contenuti “.

I podcast possono essere ascoltati senza alcun costo
aggiuntivo, anche se, almeno per il momento, solo in alcuni mercati selezionati come Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania e Giappone. I clienti Amazon Music possono accedervi tramite l’app Amazon Music per iOS e Android, ma anche sui dispositivi Amazon Echo, sfruttando le funzionalità vocali dell’assistente Alexa. Nel nostro Paese un italiano su tre ascolta un podcast almeno una volta al mese e l’Italia è sesta nel mondo per fruizione. Sono i dati che arrivano dal Digital News Report stilato da Reuters Institute per il 2020. A guidare la classifica è la Spagna, seguita dall’Irlanda. L’analisi rileva, quindi, anche nel mercato interno, il boom di questi prodotti audio on demand, esploso durante il lockdown e nei mesi più difficili della pandemia: complessivamente, invece, l’ascolto dei podcast è cresciuto fino al 31% in una ventina di Paesi nel mondo.